
Photo: Rafael Pavarotti – Courtesy of Warner Records
È venerdì 3 luglio e abbiamo finalmente il nuovo studio album di Madonna tra le mani. State con noi per questa nostra personale recensione di Confessions II.
Stuart Price l’aveva spiegato nel corso di una sessione di ascolto in anteprima, il mese scorso a Londra: esiste una sola vera edizione del nuovo album di Madonna, quella a 16 tracce; e ora che è qui, sappiamo perché: Confessions II è essenzialmente un viaggio diviso in due parti.
La prima metà racconta di come ballare senza freni sul dance floor ci possa far dimenticare i problemi e ritrovare la libertà; la seconda si rivolge al di dentro, diventando più introspettiva e profondamente personale.
Il contrasto tra l’apertura euforica, dominata dalla musica dance, e la seconda parte più riflessiva mette in risalto la capacità di Madonna di offrire tanto momenti di gioia istintiva e spensierata che profonde riflessioni sulla vita.
In entrambi i capitoli, Madonna attinge copiosamente al proprio DNA musicale, reinventando senza ripetersi i suoni e le emozioni che hanno definito alcuni dei suoi lavori più importanti insieme al suo storico partner creativo Stuart Price. Il risultato è un album che riesce a suonare allo stesso tempo nuovo e sorprendentemente familiare.
La prima parte del disco è quella più direttamente collegata a Confessions on a Dance Floor, l’album del 2005 considerato uno dei capisaldi della produzione musicale di Madonna. Uno straordinario brano d’apertura – I Feel So Free – richiama immediatamente l’atmosfera e il beat ipnotico di Future Lovers con un omaggio raffinato a I Feel Love di Donna Summer. Da questo momento in poi le frasi sussurrate di Madonna, ormai immediatamente riconoscibili, ci accompagneranno per oltre un’ora, con l’album che si sviluppa come un’esaltante fuga dalla realtà, e la pista da ballo trasfigurata in un luogo di affrancamento e rinascita.
Brani come Good for the Soul, One Step Away, Bring Your Love e Love Sensation incarnano perfettamente questo spirito. Spinti da potenti ritmi dance e ritornelli travolgenti, raccontano una Madonna che affronta le proprie difficoltà lasciandosi trasportare dalla musica. La pista da ballo diventa molto più di un semplice ambiente: si trasforma in uno spazio di guarigione, libertà e liberazione emotiva, riprendendo il tema centrale che ha reso Confessions on a Dance Floor un album così duraturo, ma offrendo una prospettiva completamente nuova.

Photo: Rafael Pavarotti – Courtesy of Warner Records
Se esiste un equivalente di Hung Up in questo album è, senza alcun dubbio Danceteria, il pezzo che è un’esplosiva celebrazione degli anni giovanili di Madonna a New York, un brano che guarda con nostalgia al leggendario locale dove la giovane ragazza del Lower East Side trascorse moltissime serate all’inizio degli anni Ottanta, portando sempre con sé la cassetta a quattro tracce contenente una delle prime demo di Everybody.
Il testo è ricco di riferimenti alle persone che hanno fatto parte di quel mondo e di quel periodo di formazione e culmina in un ironico rap – richiamo dichiarato a quello di Vogue – nel quale molti di quegli amici vengono citati uno dopo l’altro. Come Hung Up, anche Danceteria è un irresistibile inno dance, ma sotto il suo groove contagioso si nasconde un omaggio sincero al luogo, alle persone e ai ricordi che hanno contribuito a plasmare Madonna prima che il mondo intero conoscesse il suo nome.
Tra gli altri momenti memorabili spiccano Bizarre, realizzata in collaborazione con la superstar della musica elettronica Martin Garrix; il primo singolo ufficiale del disco, Bring Your Love, insieme a Sabrina Carpenter; e ancora Read My Lips, con Feid, My Sins Are My Saviour, con Stromae, e The Test, brano scritto e interpretato insieme a Lola Leon.
Ciò che rende così coinvolgente la seconda metà del disco è il fatto che non si limiti a rivisitare il passato di Madonna. Al contrario, Confessions II recupera le qualità che hanno reso album come Like a Prayer, Erotica, Bedtime Stories e Ray of Light così memorabili: melodie più ricche ed emozionanti, arrangiamenti stratificati e atmosferici, vocalità dolci e raffinate, ritmi che valorizzano le canzoni anziché dominarle e testi intimi, profondamente personali.
L’aspetto forse più importante è il ritorno del registro vocale più grave di Madonna. Caldo, intimo, sensuale ed emotivamente sincero, è sempre stato uno dei suoi punti di forza come interprete. Se nella prima metà di Confessions II la sua voce appare più brillante e maggiormente elaborata, qui suona rilassata e naturale, conferendo a questi brani una qualità senza tempo.
Uno dei nostri brani preferiti è Betrayal. Con Mirwais come co-produttore a costruire il pezzo intorno all’inquietante sample di pianoforte della Gnossienne n. 1 di Erik Satie, Betrayal rappresenta uno dei momenti più intensi dell’intero disco. Il testo racconta una storia di tradimento, ma il suo vero destinatario rimane volutamente ambiguo. Potrebbe essere un ex amante, suo padre oppure persino la matrigna, soprattutto nella potente frase: «You cannot take my mother’s place» («Non puoi prendere il posto di mia madre»). Piuttosto che offrire una risposta definitiva, Madonna lascia anche questa volta la canzone aperta a molteplici interpretazioni.
Fragile rappresenta il punto di svolta emotivo dell’album. Scritta in memoria del fratello scomparso di Madonna, Christopher Ciccone, è una toccante riflessione sull’amore, sulla perdita e sulla fragilità dei rapporti familiari. Più che soffermarsi sul rimpianto, il brano trasmette un senso di serena accettazione, suggerendo che alcune ferite non scompaiono mai del tutto, ma possono infine trovare pace.
Confessions II è un concept album, con la musica da ballo come filo conduttore che attraversa ogni singolo brano. Mentre i testi passano dall’euforia della pista ai sogni nei quali il fratello scomparso le chiede di non dimenticarlo, la componente musicale rimane costantemente orientata verso la dance, spaziando dalla house classica all’elettronica, alla musica trance e trip hop, fino a sonorità più sperimentali.
È il miglior album di Madonna da molti anni a questa parte e segna il suo ritorno alla Warner Records con un nuovo progetto che è anche una celebrazione dell’epoca in cui il suo album di debutto ha preso forma.
Everything Fades Away
Mario John
Confessions on a Dance Floor Part II è pubblicato in vinile, CD e cassetta da Warner Records.





